giovedì 28 agosto 2008

DISSONANZE RIDONDANTI



“Fascination? No!
She’s rather an interior convulsion,
a fest, a working thing let’s say,
the pressure of the unsaid that
wants to express itself”
roland barthes, camera lucida



Bright Room.
Roomg.
Room Dissonanze Ridondanti aka Valentina Gaglione, 33, performer, visual artist, writer. The body as a trackless drift about the research that makes the time as an object. A simple peace of white paper, ready to get wet by coloured tears, radical distortions, physical metamorphosis.
A body that makes us to retrocede and contemplating the left hints of a conscience that wants to be possessed through fragments of never-said sentences, and never-forgotten images.


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Identity is not something to seek and enshrine. Identity is just an illusion of senses, a roles confusion playing between androgyny and pureness. Interior worlds explored from the unheardest and brutal standpoint which is opening the drop-scene on imaginary lives. It remains of that just a heart with veins that converging into our eyes and his beating is echoing into our visual scenery.


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“fascinazione, no!
Essa è piuttosto un’agitazione interiore,
una festa, un lavorio se vogliamo, la pressione
dell’indicibile che vuole esprimersi…”
roland barthes, “la camera chiara”


Camera chiara.
camerag.

Camera Dissonanze Ridondanti aka Valentina Gaglione, 33 anni, performer, artista visivo, scrittrice. Il corpo come percorso impervio dell’indagine che fa del tempo un oggetto,
un qualsiasi foglio di carta bianca, pronto ad essere bagnato da lacrime colorate, alterazioni radicali,
metamorfosi fisiche.
Un corpo che ci fa arretrare a contemplare le tracce lasciate da una coscienza che vuole essere posseduta attraverso i frammenti di frasi mai dette ed immagini mai dimenticate.


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L’identità, non è qualcosa che va cercata e custodita. L’identità è un’illusione di sensi, una confusione di ruoli che giocano tra androginia e candore. Mondi interiori esplorati dalle loro
angolazioni più inaudite e brutali che aprono il sipario su vite immaginarie, di cui non vi resta
altro che un cuore le cui vene convergono nei nostri occhi, ed il suo pulsare risuona nel nostro
scenario visivo.

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all photographs by dissonanze ridondanti©2008
www.myspace.com/dissonanzeridondanti

3 commenti:

Unknown ha detto...

CaRo artista Tu scrivi meglio di Rolan Bartes, bellissima recensione, non potevo desiderare di meglio!Mi sono rivista pefettamente e buona anche l'interpretazione sull'androginia.Yess!!!

Valentina

Ps.vedo che le idee pullulano, bisogna andare avanti su questa linea, in c..lo ai vari Murdoch!!!

Valeria ha detto...

Qui queste foto hanno trovato la giusta collocazione.

Anonimo ha detto...

ottima recensione di Donnartista dotata di notevole spessore umano e culturale..
roberto